03/10/07

04

Ti svegli di buon mattino, raccogli in una cartellina i tuoi documenti e raggiungi il più vicino ufficio delle tasse della metropoli occidentale in cui hai scelto di vivere un po' di tempo fa. Fai mente locale e, sì, hai tutto con te. Sei pronto ad affrontare gli impiegati dipendenti a tempo pieno della burocrazia locale. Sei persino pronto a parlare il loro dialetto. Sembra incredibile, ma c'è il sole anche se è ottobre.

Nell'ufficio sono tutti cordiali, per questo decidi di lasciare il tuo posto ad un immigrata cinese che bestemmia ideogrammi. Non capisci, ma dal tono di voce deve avere problemi più seri dei tuoi. Mentre la ragazza e l'impiegato faticano ad intendersi, ti rendi conto che lasciare il tuo posto da dipendente in un'azienda multinazionale non è stata l'unica dipendenza che hai abbandonato.

In ordine sparso ti vengono in mente:

la dipendenza economica dai tuoi genitori (molto presto, anche troppo)
la dipendenza psicologica dai tuoi amici (da qualche anno)
la dipendenza dal cibo (quando hai smesso di studiare)
la dipendenza da maria e fumo (solo due anni)
la dipendenza da cocaina (un anno scarso)
la dipendenza dalla pornografia (due settimane)

Ti chiedi a questo punto perché non riesci a smettere di fumare.

Mentre sei assorto nelle tue intelligentissime considerazioni l'impiegato e la ragazza finiscono di parlare a gesti. Dovrebbe essere il tuo turno. Ma l'impiegato, evidentemente esausto dopo dieci minuti di intenso lavoro, biascicando il suo dialetto ti comunica che va a prendersi un caffé. Il tuo umore non cambia.

Perché non riesci a smettere di fumare e di giocare in maniera compulsiva lo stesso gioco di calcio della playstation? Perché, invece, ti iscrivi in palestra, frequenti per un mese e poi ti stufi?

Tralasci la lista di attività che hai iniziato e poi abbandonato per noia dopo poco. Cerchi, piuttosto di concentrarti sulle ragioni per cui non riesci ad abbandonare le ultime due dipendenze che ti separano dalla libertà completa. Sono solo due, non dovrebbe essere così difficile, ti dici. Decidi che occorrono misure drastiche. Devi decidere una data. Dal primo novembre smetterai di fumare. Dal primo giorno del nuovo anno smetterai di giocare compulsivamente con la playstation (o almeno cambierai gioco). Anche se (su questo non ci metteresti le mani sul fuoco) il primo novembre non sarà di lunedì e nemmeno il primo giorno del nuovo anno.

L'impiegato ritorna sorridente e tu, oramai pieno di buoni propositi, ti avvicini al banco imperturbabile. Ricambi il sorriso e spieghi le tue ragioni. L'impiegato aggrotta le ciglia, teme di non aver capito. Ripeti con calma qual è il tuo problema e l'impiegato, ora sì, con sguardo comprensivo, ti indica un altro sportello. Non bestemmi. Non puoi bestemmiare. La tua giornata è iniziata col sole e non può terminare come le dodici fatiche di Asterix. Con pazienza ti avvicini all'altro sportello, aspetti il tuo turno senza battere ciglio ed esponi ancora una volta il tuo problema. L'impiegata, questa volta si tratta di una donna, circa trentanni, grassa e sudata, guarda i tuoi documenti. Per un tempo indefinito, che va dal secondo all'ora e mezza, la donna si allontana con la tua cartellina. Quando ritorna ha la faccia perplessa. Cosa succede, le chiedi? Nulla, lei non risulta all'anagrafe fiscale.

Ah... beh... Un problema da niente. Non risulti all'anagrafe fiscale. Sei fiscalmente anonimo. Un perfetto sconosciuto. Un senzatetto del fisco. Un barbone delle tasse. Un homeless dell'ufficio tributario. Il sole continua a splendere sul tuo tetto di cartone e da oggi hai una nuova consapevolezza. Per il fisco non esisti.

Chiedi ulteriori spiegazioni alla ragazza grassa e sudata (adesso ti sembra anche brufolosa e calva). Quando le ottieni, raccogli i tuoi documenti ed abbandoni l'edificio prima che esploda. Non appena fuori, maledici il giorno in cui non sei diventato evasore fiscale.

Eppure, il sole resta alto e hai una meravigliosa giornata davanti. Per questo, saluti tutti cordialmente e cerchi di capire in che modo puoi sprecarla.

01/10/07

03

Qualche giorno fa hai una conversazione molto significativa con Arta, la tua migliore amica anche a distanza. Le vuoi un sacco di bene nonostante abbia l'abitudine di innamorarsi dei tuoi amici, fidanzarsi con i tuoi amici, litigare con i tuoi amici e di conseguenza non rivolgerti la parola per mesi. Rileggi con attenzione la conversazione e decidi di pubblicarla.

arta scrive:
ora come ora non sopporto nessuno
tu scrivi:
marò, la tua vita sentimentale ha dei cicli perpetui
arta scrive:
io non ho una vita sentimentale
tu scrivi:
esatto, questa è una delle fasi del ciclo
arta scrive:
e durerà tanto
tu scrivi:
l'ultima volta che ho sentito questa frase
ti sei messa con un mio amico
devo dedurne qualcosa?
arta scrive:
non ti preoccupare
non accadrà mai
con nessun tuo amico
tu scrivi:
e chi si preoccupa
arta scrive:
e con nessuno in generale
tu scrivi:
al massimo dovrebbero preoccuparsi i miei amici
arta scrive:
tu sei l'unico amico maschio che ho
tu scrivi:
devo offendermi
o preoccuparmi?

Siccome sei una persona discreta cancelli i dettagli personali, saluti cordialmente e spegni il computer.

27/09/07

02

Ovviamente proprio quando devi andare a risolvere i tuoi problemi fiscali il mondo del lavoro si ricorda di te. Ieri sera ricevi una richiesta totalmente idiota. Devi scrivere un pezzo per un sito gay su una popolare serie tv. Non vuoi parlare nè di lavoro nè di questo lavoro. Per questo parlerai di serie tv.

Hai scoperto che quando sei freelance hai un sacco di tempo libero. Hai scoperto che il tempo libero si puó occupare in tanti modi. Dormire, leggere, dormire, guardare la televisione, dormire, farti amabilmente i cazzi tuoi, dormire, guardare pornografia di bassa lega su internet, dormire, dormire, mettersi a dieta, andare in palestra, mettersi a dieta, andare dal barbiere, dormire, guardare pornografia raffinata in dvd, dormire, eccetera.

(dall'elenco delle possibili opzioni escludi alcune attività - per esempio fare sesso - perché non vuoi fornire ulteriori dettagli sulla tua vita privata)

Hai scoperto che guardare la tv ti piace ma non quanto guardare in tv le serie scaricate da internet. Per questo motivo hai dato fondo all'intero repertorio televisivo americano. Se prima di diventare freelance ti piaceva Lost, adesso hai visto nell'ordine:

PRISON BREAK - entrambe le serie
24 - dal giorno uno al giorno sei
BATTLESTAR GALACTICA - tre stagioni complete piú la serie web
HEROES - tutta la prima stagione
JERICHO - tutta la prima stagione
6 DEGREES - tutte le puntate fino alla tredici
CSI - tutte le puntate di tutte le cittá
X FILES - tutto, esegeticamente
VISITORS - solo la prima stagione

Non riesci ad innamorarti di DOCTOR HOUSE, di EARL e SIX FEET UNDER. SMALLVILLE ti sembra troppo adolescenziale per guardarla. In compenso provi un certo interesse per WEEDS e stai guardando la terza stagione di PRISON BREAK e la seconda di HEROES.

Una breve considerazione: ma non eri quello che STAR TREK è una faccenda da nerds brufolosi? TI guardi allo specchio, hai gli occhiali di plastica a fondo di bottiglia e una tendenza inaspettata all'acne giovanile, oltrre ai capelli lunghi.

Uhm... probabilmente alla veneranda età di circa trentanni comincerai con i giochi di ruolo e leggerai Tolkien.

(non l'hai mai letto? dovresti... è interessante, a tratti)

Per evitare di trasformare questo blog in un diario di confessioni adolescenziali e, anche perché senti un certo languorino, saluti educatamente e spegni il computer.

26/09/07

01

È sera, settembre è quasi finto. Sei a casa, nella tua casa in un quartiere residenziale della metropoli occidentale in cui hai scelto di vivere un po' di tempo fa. Hai trascorso la giornata aggiornando il tuoi link su internet. Hai fatto ordine tra i documenti. Hai ricevuto una notifica da un ministero. Stamattina un ragazzo di circa venti anni ha depositato nella tua buca delle lettere un pacco contenente documenti.

Domani mattina dovrai presentarti all'ufficio delle tasse per aggiornarli sulla tua posizione. Risultano, ai loro investigatori, alcuni ingressi non giustificati. Dovrai dare delle spiegazioni. Spiegazioni. Documenti. Carte. Incartamenti. Fax. Lettere. Presentarsi all'ufficio delle tasse.

Sono passati circa quattro mesi dall'ultimo giorno di lavoro dipendente ma, evidentemente, lo stato non ti ha ancora cancellato dalla sua agenda. Per fortuna. Per fortuna. Anche perché negli ultimi quattro mesi ha contribuito in maniera decisiva alla tua sopravvivenza.

Lo stato, nella metropoli occidentale in cui hai scelto di vivere un po' di tempo fa, rispetta i freelance.

Forse è per questo che un po' di tempo fa hai scelto di trasferirti. Sei passato da una metropoli occidentale ad un'altra. E, almeno fino a data odierna non te ne sei pentito.

Uhm... forse qualche volta sì.

Ma in generale sei contento della tua scelta.

Sono passati circa quattro mesi dal tuo ultimo giorno di lavoro dipendente e l'ufficio non ti manca. Non ti mancano le scrivanie dell'open space in cui trascorrevi circa otto ore al giorno. Non ti mancano le riunioni, gli appuntamenti con i clienti, non ti mancano i capi. Soprattuto non ti mancano i capi.

Sono passati quattro mesi dal tuo ultimo giorno di lavoro e quella sensazione di libertà non ti ha ancora abbandonato, almeno fino a data odierna.

Quando ti hanno offerto una cifra cospicua per abbandonare il tuo posto di lavoro non hai avuto molte esitazioni. Hai accettato senza battere ciglio. E, sorprendentemente, senza fare conti. Perché fare conti quando ti pagano per ritornare libero?

Domani mattina devi presentarti all'ufficio delle tasse. Stasera invece guarderai la partita di calcio della tua squadra del cuore, perché come tutte le persone normali hai una squadra del cuore. Che non è la squadra della metropoli occidentale in cui hai scelto di vivere qualche mese fa. E non potrebbe esserlo. È una squadra del cuore qualsiasi, anche se per te è molto del cuore. Non vuoi fornire altri dettagli sulla tua vita al momento, per questo ti fermi.

È sera, stai andando a cenare e, per questo, spegni il computer e saluti educatamente.