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14/01/08

15

Credevi che il tuo organismo potesse attraversare illeso le epoche della tua dipendenza. Uhm... Sei presuntuoso. Il cibo spazzatura ha devastato il tuo fegato, il fumo (e lel sigarette) hanno otturato i polmoni, gli stimolanti ti hanno fottuto il cervello e il cuore. La dipendenza dalle dipendenze ti ha surclassato, mentre tu trangugiavi vodkasauer al bancone di un bar, fingendo di essere un professionista delle pubbliche relazioni.

Oggi, e non sei tanto vecchio, il tuo corpo - secondo il tuo medico - ha ottantanni.

Sei uscito di casa per fare una corsa. Dopo venti minuti avevi i polmoni ardenti, la salivazione azzerata e la diarrea. Hai pensato che dormire fosse la soluzione più corretta.

Dopo aver vomitato alla cena di natale della Multinazionale della Spazatura, dopo esserti svegliato con la bava alla bocca nel letto di una brand manager del cazzo al party natalizio della multinazionale del tabacco, dopo aver spinto il naso su qualsiasi rollercoaster ti facessero annusare, avevi promesso a te stesso - indulgendo sulla cacofonia - di prenderti cura del tuo organismo.

Bene, ieri il tuo medico è stato chiaro: è troppo tardi. Sei organicamente anziano. Ma non tutto è perduto.

Per questo saluti cordialmente e vai a prenotare una settimana da Messegué.

12/12/07

14

La parola del mese, del tuo ultimo mese, è "hectic". Inviti chiunque non lo sappia (e ovviamente sia interessato a scoprio) a cercare il suo significato in un vocabolario.

In ordine sparso, nei prossimi giorni, devi: procurarti delle droghe, acquistare regali di natale, lavorare, drogarti, lavorare, smettere di drogarti, partecipare alla festa della Multinazionale della Spazzatura, drogarti, partecipare alla festa della Multinazionale del Cancro, smettere di drogarti, porti alcune fondamentali domande sul futuro dell'universo, porti alcune irrilevanti domande sul tuo futuro prossimo. Soprattutto, devi cercare di sopravvivere.

Per questo motivo saluti cordialmente e prenoti un fine settimana con Messegue.

05/12/07

13

A volte, nella metropoli occidentale in cui hai scelto di vivere un po' di tempo fa, il tempo sembra fermarsi. Le persone smettono di camminare, le foglie si fermano a mezz'aria, le auto non camminano e le bandiere non sventolano. Tutto fermo. Tutto paralizzato. È davvero tutto immobile?

O, più semplicemente, sei diventato come Hiro Nakamura?

Ti concentri su un punto qualsiasi nello spazio che ti circonda e chiudi gli occhi.

Quando li riapri sei al tuo posto. Intorno a te tutto è immobile, ma non sei diventato (non ancora, almeno) come Hiro Nakamura. Provi a spostare un rotolo di carta igienica col pensiero, ma non si muove.

Sei stanco, offeso, un po' depresso. Tutto sommato ti piacerebbe avere un superpotere, ammetti. Ti accontenteresti anche di qualcosa di molto basico o inutile, tipo le lacrime di sangue. Invece è tutto immobile ma tu non hai superpoteri. Non puoi farci nulla. Sei sdraiato sul divano e cerchi di riavvolgere un nastro col pensiero. Ma non ci riesci.

Hai bisogno di un caffè. Provi ad accendere il fuoco schioccando le dita. Niente, inutile.

Magari hanno inettato anche a te il virus Shanti. Magari per recuperare i superpoteri ti basterebbe schizzarti con il sangue del Dottor Suresh. O, meglio ancora, farti una pera di sangue di cheerleader.

Sei depresso, stanco, offeso. Guardi l'immagine di Sylar - versione tossico. E pensi che, tutto sommato le dipendenze sono un bel problema. Chiudi gli occhi e immagini il dottor Suresh che ti schizza l'antidoto direttamente in vena.

Apri gli occhi e sei nel 1234 nel bel bezzo di un'orda di barbari. Ti sono tornati i super poteri? Ti sono tornati i superpoteri? Ti sono tornati i superpoteri?

Apri meglio gli occhi e, no, non ti sono tornati i superpoteri. E la cosa peggiore è che non torneranno per un bel pezzo.

Riguardi per la decima volta il capitolo undici della seconda stagione di Heroes. È decisamente il season finale peggiore della storia. Non sai cosa fare. Riguardarlo per l'undicesima volta. Fermare il tempo aspettando che qualcuno interrompa lo sciopero degli sceneggiatori americani oppure arrenderti all'evidenza dei fatti e cercare soluzioni alternative.

Da grandi superpoteri derivano grandi superresponsabilità. E anche grandi superdipendenze.

Per questo motivo saluti cordialmente e vai scaricare la seconda stagione di Dexter.

03/10/07

04

Ti svegli di buon mattino, raccogli in una cartellina i tuoi documenti e raggiungi il più vicino ufficio delle tasse della metropoli occidentale in cui hai scelto di vivere un po' di tempo fa. Fai mente locale e, sì, hai tutto con te. Sei pronto ad affrontare gli impiegati dipendenti a tempo pieno della burocrazia locale. Sei persino pronto a parlare il loro dialetto. Sembra incredibile, ma c'è il sole anche se è ottobre.

Nell'ufficio sono tutti cordiali, per questo decidi di lasciare il tuo posto ad un immigrata cinese che bestemmia ideogrammi. Non capisci, ma dal tono di voce deve avere problemi più seri dei tuoi. Mentre la ragazza e l'impiegato faticano ad intendersi, ti rendi conto che lasciare il tuo posto da dipendente in un'azienda multinazionale non è stata l'unica dipendenza che hai abbandonato.

In ordine sparso ti vengono in mente:

la dipendenza economica dai tuoi genitori (molto presto, anche troppo)
la dipendenza psicologica dai tuoi amici (da qualche anno)
la dipendenza dal cibo (quando hai smesso di studiare)
la dipendenza da maria e fumo (solo due anni)
la dipendenza da cocaina (un anno scarso)
la dipendenza dalla pornografia (due settimane)

Ti chiedi a questo punto perché non riesci a smettere di fumare.

Mentre sei assorto nelle tue intelligentissime considerazioni l'impiegato e la ragazza finiscono di parlare a gesti. Dovrebbe essere il tuo turno. Ma l'impiegato, evidentemente esausto dopo dieci minuti di intenso lavoro, biascicando il suo dialetto ti comunica che va a prendersi un caffé. Il tuo umore non cambia.

Perché non riesci a smettere di fumare e di giocare in maniera compulsiva lo stesso gioco di calcio della playstation? Perché, invece, ti iscrivi in palestra, frequenti per un mese e poi ti stufi?

Tralasci la lista di attività che hai iniziato e poi abbandonato per noia dopo poco. Cerchi, piuttosto di concentrarti sulle ragioni per cui non riesci ad abbandonare le ultime due dipendenze che ti separano dalla libertà completa. Sono solo due, non dovrebbe essere così difficile, ti dici. Decidi che occorrono misure drastiche. Devi decidere una data. Dal primo novembre smetterai di fumare. Dal primo giorno del nuovo anno smetterai di giocare compulsivamente con la playstation (o almeno cambierai gioco). Anche se (su questo non ci metteresti le mani sul fuoco) il primo novembre non sarà di lunedì e nemmeno il primo giorno del nuovo anno.

L'impiegato ritorna sorridente e tu, oramai pieno di buoni propositi, ti avvicini al banco imperturbabile. Ricambi il sorriso e spieghi le tue ragioni. L'impiegato aggrotta le ciglia, teme di non aver capito. Ripeti con calma qual è il tuo problema e l'impiegato, ora sì, con sguardo comprensivo, ti indica un altro sportello. Non bestemmi. Non puoi bestemmiare. La tua giornata è iniziata col sole e non può terminare come le dodici fatiche di Asterix. Con pazienza ti avvicini all'altro sportello, aspetti il tuo turno senza battere ciglio ed esponi ancora una volta il tuo problema. L'impiegata, questa volta si tratta di una donna, circa trentanni, grassa e sudata, guarda i tuoi documenti. Per un tempo indefinito, che va dal secondo all'ora e mezza, la donna si allontana con la tua cartellina. Quando ritorna ha la faccia perplessa. Cosa succede, le chiedi? Nulla, lei non risulta all'anagrafe fiscale.

Ah... beh... Un problema da niente. Non risulti all'anagrafe fiscale. Sei fiscalmente anonimo. Un perfetto sconosciuto. Un senzatetto del fisco. Un barbone delle tasse. Un homeless dell'ufficio tributario. Il sole continua a splendere sul tuo tetto di cartone e da oggi hai una nuova consapevolezza. Per il fisco non esisti.

Chiedi ulteriori spiegazioni alla ragazza grassa e sudata (adesso ti sembra anche brufolosa e calva). Quando le ottieni, raccogli i tuoi documenti ed abbandoni l'edificio prima che esploda. Non appena fuori, maledici il giorno in cui non sei diventato evasore fiscale.

Eppure, il sole resta alto e hai una meravigliosa giornata davanti. Per questo, saluti tutti cordialmente e cerchi di capire in che modo puoi sprecarla.